Ciao collega,
San Valentino si avvicina e per noi che lavoriamo a scuola con i nostri bambini, può essere un modo per parlare del complesso e delicato mondo dei sentimenti.
Oggi più che mai urge una educazione all'affettività che aiuti i nostri bambini a sviluppare l'intelligenza emotiva.
La didattica laboratoriale, offre ampie possibilità di lavorare con i linguaggi espressivi per esplorare un sapere o una tematica favorendo l'inclusione in un clima aperto e flessibile.
Ed è in questo clima che vede il bambino al centro del processo di apprendimento, che è nata l'idea creativa e artistica ispirata ad un opera d'arte di Joan Miró.
Oggi ti propongo infatti proprio questo lavoro: le immagini che vedi nell'articolo, sono state anche pubblicate nel numero 22 di Ottobre 2022 della rivista "Scuola dell'Infanzia" la rivista per lo zero - sei.
Ti ricordo che molte delle mie proposte e attività, le trovi sia all'interno di questo blog, che nel mio gruppo facebook fARTasticando a...Scuola! dove posto ogni giorno tante idee, attività didattiche, tecniche pittoriche originali, le mie fARTstrocche, canzoni e progetti a cui lavoro per e con i bambini e che propongo durante le mie formazioni e i miei webinar.

Joan Miró (Barcellona, 1893 - 1983) è stato uno dei maggiori esponenti del surrealismo.
Nel 1919 Joan Miró si trasferì per la prima volta a Parigi, dove scoprì un ambiente artistico molto stimolante a metà tra l'innovazione e la tradizione. Infatti, nella capitale francese Miró iniziò a frequentare i circoli Dada, dove conobbe tra gli altri, anche Pablo Picasso.
Proprio a Parigi ebbe anche l'occasione di conoscere l'avanguardia Surrealista anche se in realtà, non aderì mai completamente al movimento, ma vi rimase sempre affiancato e in parte autonomo.
Joan Miró - The Garden (1925)


Nei suoi quadri Mirò utilizza colori forti, brillanti e sgargianti, decisi come il giallo, il nero, il rosso e il blu, i contrasti, le linee e le forme, i punti e i pallini, le macchie e gli schizzi sulla tela.
Come si può resistere al fascino di un pittore che dipinge e crea come fosse un bambino?
Ed ecco l'idea per San Valentino: un cuore "ballerino" ispirato ad uno dei lavori più noti di Mirò: Ballerina II del 1925 ed è una delle immagini più poetiche dell’artista.
Tutto il lavoro è stato preceduto dalla presentazione e lettura delle immagini di un albo in particolare, Ti disegno un cuore di Alessandro Sanna edito da Emme Edizioni.
Il nostro cuore batte ad un ritmo costante e regolare: ci muoviamo quindi al suono di un tamburo che produce una pulsazione sempre uguale.
Ed ecco che spontamente i bambini hanno iniziato a danzare su questa pulsazione, una danza primordiale dal ritmo binario.
Il cuore è un ballerino. Un ballerino che danza una emozione.

Come fa Sanna, decidiamo di disegnare e dipingere il nostro cuore che pulsa: sul cartoncino bianco creiamo un fondo color celeste mescolato con l'oro servendoci di semplici spugnette per piatti.
Nei laboratori, il bambino esplora materiali, sperimenta e crea quello che sarà il suo originale artefatto senza paura di sbagliare e senza alcun giudizio o valutazione del lavoro. In questo caso, il linguaggio visivo ci porta a rappresentare una emozione.
Partendo sempre dall'albo Ti disegno un cuore, chiediamo ai bambini di dipingere un cuore che viene posizionato sullo sfondo appena realizzato, servendoci semplicemente di un rotolo di cartone sagomato appositamente: aiutandosi con le dita i bambini colorano il cuore rosso.




Il cuore è sempre al centro di tutto, ma come mi ha detto una bambina molto saggia: "Ogni tanto il cuore litiga con il cervello e poi fanno pace!"
Ed ecco allora comparire una "testa" metà bianca e metà nera (ma quanto simbolismo!) e un lungo collo e poi, braccia e gambe "alla maniera" del genio del surrealismo.


Il nostro cuore rosso oramai ha anche una testa e braccia e gambe per ballare: ancora pochi dettagli ed ecco la magia!
Ma quanto assomiglia al nostro il cuore "ballerino" di Juan Mirò?
Quanto stupore, quanta meraviglia nello sguardo incantato dei bambini! Presentare l'opera d'arte originale alla fine di un percorso complesso che parte in realtà da un albo illustrato, diventa una modalità operativa che preserva e tutela il diritto all'originalità e allontana ogni tipo di stereotipia.
E poi, vuoi mettere le espressioni di sorpresa dei bambini di fornte al capolavoro originale dell'artista?


Ed è con questa frase bellissima di un grande filosofo e pensatore che chiudo questo articolo: educare che deriva dal latino educère, cioè "tirar fuori", "tirar fuori ciò che sta dentro", è un compito complesso e delicato che necessità di una sola parola: cura.
E' necessario prendersi cura delle emozioni dei bambini, poichè la strada per una mente creativa e divergente, passa dal cuore.


Se questa mia proposta laboratoriale e operativa ti è piaciuta, non mi resta che sperare che possa tornarti utile ed esserti di ispirazione!
Se realizzerai anche tu un lavoro ispirato all'arte di Mirò, aspetto le tue condivisioni sul mio gruppo facebook e ti aspetto ancora nel mio blog.
Maestra Bruna
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