Ciao a tutti!
Sono la Maestra Bruna di fARTasticando a...Scuola! e nella seconda parte di questo laboratorio, continuiamo a parlare di Arte e Musica e della possibilità di realizzare un progetto che ne esplori le molteplici associazioni ricordandoci che “fare musica” non significa solo ed esclusivamente saper suonare uno strumento ma vuol dire soprattutto, esplorare il paesaggio sonoro del mondo circostante.

Allo strumentario ritmico e melodico, nella scuola dell’infanzia così come nella primaria, è possibile arrivare in modo semplice ed intuitivo. Introducendo come detto, lo strumentario melodico composto da metallofoni o tubi sonori colorati, possiamo associare il colore al suono, fornendo al bambino i mezzi necessari per garantire uno sviluppo progressivo di nuove competenze e capacità. Questa è una delle tante possibilità ma è necessario partire sempre dall’esplorazione del primo strumento “musicale” per eccellenza: il nostro corpo con tutte le potenzialità espressive, emotive, sonore e di movimento. Per fare questo la prima cosa che noi insegnanti dobbiamo fare è riuscire a tornare bambini con i bambini: divertiamoci con loro in classe, mettiamoci realmente in gioco, sperimentiamo, esploriamo nuove attività e soprattutto, abbandoniamo ogni timore cercando di ampliare il nostro sguardo per andare “oltre”!

Giocando si impara, giocando bene si impara meglio. In definitiva questo è quello che ci chiede di fare Hervè Tullet nel suo albo “Oh! Un libro che fa dei suoni”. E se giocando si impara, giocando bene si impara meglio! Quindi lasciamoci guidare dai colori per trasformarli in suoni e lanciamoci in questa nuova sfida: possiamo suonare un’opera d’arte?

In definitiva anche Mondrian utilizza i colori primari in modo essenziale, semplice ma geniale e potremmo divertirci con i bambini ad utilizzare alcune delle sue composizioni come fossero brani musicali. Non sarà necessario utilizzare il suono “Oh e Ah” proposti da Tullet, ma potremmo associare altri ritmi e suoni servendoci del ritmo di colori utilizzati dal pittore olandese che dipingeva creando quadrati e rettangoli di dimensioni differenti.
Come un musicista, Mondrian intitolava le sue opere “Composizioni”; noi invece chiameremo le nostre opere “S-composizioni” perché questo saranno: prenderemo le forme geometriche e le scomporremo.

Potremmo assegnare ai quadrati e ai rettangoli, suoni di diversa durata e volendo potremmo addirittura creare con essi, una notazione non convenzionale e giocare quindi, con la stessa dinamica che abbiamo riscontrato nell’albo di Tullet.

Ciascun bambino può infine, creare una sua S-composizione fatta di quadrati e rettangoli nei colori/suoni scelti e condivisi dall’intera classe a cui può corrispondere una durata differente; i compagni possono cimentarsi nell’esecuzione, in una fusione totale fra suono e arte visiva! La musica ha una stretta correlazione con la matematica: se prendo un quadrato e lo divido in quattro parti, non avrò solo quattro quadrati più piccoli, ma avrò quattro figure (geometriche) che equivalgono ad un quarto, ad una pulsazione ma…aspettate un momento!
La musica ha una stretta correlazione con la matematica: se prendo un quadrato e lo divido in quattro parti, non avrò solo quattro quadrati più piccoli, ma avrò quattro figure (geometriche) che equivalgono ad un quarto, ad una pulsazione ma…aspettate un momento! Non stiamo forse entrando nei concetti fondamentali della musica relativi a tempo e durata? Eppure siamo partiti da un quadro di Mondrian!


E ancora: se possiamo scomporre il quadro di Mondrian per creare una partitura colorata composta di suoni di differente durata (come detto, quadrati e rettangoli possono essere la nostra notazione non convenzionale!) perché non scomporre l’opera d’arte per realizzare un percorso motorio che condurrà il bambino a muoversi in base ai suoni – colori su una gigante partitura colorata?
Il corpo è fatto per muoversi e il movimento è il canale preferenziale attraverso cui i bambini conoscono e scoprono il mondo.

IN CONCLUSIONE:
Per la scuola dell'infanzia e per la primaria.
Questo tipo di laboratori proposti in classe, favoriscono la condivisione e sono attività fortemente inclusive. Per mezzo dell’arte si scopre il piacere di lasciare un segno su un foglio o su una tela, il piacere di esprimere se stessi attraverso il colore e si sperimenta il gusto del bello. La musica produce in noi sensazioni ed emozioni che non è necessario spiegare. Tutto avviene nel “qui ed ora” e ci fa sentire vivi. Avvicinare i bambini e far vivere loro l’arte in ogni sua forma, ha un impatto positivo sul loro sviluppo cognitivo ed emozionale, incoraggia la creatività e l’espressione e aiuta a sviluppare le capacità comunicative. Questa modalità di leggere in chiave sonora un albo o una opera d’arte come quelle che vi ho proposto in un percorso nuovo e originale, attivano il processo creativo: siamo in una didattica che stimola assonanze e associazioni in ambiti molto vicini, fluidi e dinamici.
Tutti possono fare arte, tutti possono fare musica!
Non è necessario quindi essere artisti e conoscere le tecniche pittoriche, essere musicisti e suonare uno strumento: tutti possono colorare e tutti possono suonare e cantare con il proprio corpo! Se ci pensate bene , è proprio come scriveva Pablo Picasso: “Se dipingete, chiudete gli occhi e cantate”.
Buona Musica…in Arte!
di Bruna Caggiano, insegnante, musicista e artelierista.
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