Ciao a tutti, mi chiamo Bruna ma per i miei bambini sono la Maestra Bruna e sono la fondatrice del gruppo facebook fARTasticando...a scuola!
Vivo a Bari e sono una docente della Scuola dell’Infanzia ma, prima di ogni altra cosa sono una musicista appassionata di arte e letteratura per l’infanzia, in particolare, di albi illustrati.
Molte attività e proposte didattiche che svolgo in classe, le trovate condivise nel mio gruppo facebook: fARTasticando a...Scuola! luogo virtuale di incontro che mi ha permesso di conoscere tanti insegnanti di tutta Italia.
Non c’è giornata che passi senza disegnare, dipingere o senza ascoltare, fare musica!
Queste mie passioni sono diventate anche le passioni dei miei bambini perché credo fortemente nella creatività di cui ciascuno di noi è dotato. Non c’è giornata che passi senza disegnare, dipingere o senza ascoltare e fare musica! Musica associata a qualsiasi tipo di attività motoria, grafo - motoria o utilizzata come accompagnamento ad attività ludico - creative di pitturazione, disegno, manipolazione di materiali e tecniche.

Ma non pensiate che ci limitiamo al semplice ascolto! Noi la musica, la “facciamo” poiché siamo anche compositori o esecutori di quel che ascoltiamo o di quello che “vediamo” e colpisce i nostri sensi. Come? Prima di tutto con il nostro corpo e poi con strumenti convenzionali e non, perché la musica va sperimentata con tutti i sensi. Siamo “esseri musicali”, dotati di uno strumento incredibile che è il nostro corpo. Attraverso la voce e il movimento esprimiamo noi stessi, la nostra identità, le nostre emozioni, il nostro modo singolare e unico di essere al mondo. Per questo credo fortemente che Arte & Musica siano un binomio imprescindibile, perché le vibrazioni di colore possono diventare vibrazioni sonore, in una fusione di vista e udito che gli antichi cinesi definivano “luce degli orecchi”.
Ma il colore può essere tradotto in suono e il suono può generare colore? Assolutamente sì! Ora vi starete chiedendo “ma come è possibile?” Senza entrare nello specifico delle ricerche scientifiche e teoriche come la cromestesia ovvero l’associazione di sensazioni visive colorate con percezioni di altra natura come quelle uditive, prenderò ad esempio uno dei più grandi artisti e creatori di libri per bambini dei nostri tempi: Hervè Tullet.

Nell’albo “Oh! Un libro che fa dei suoni” vengono introdotti attraverso l’elemento grafico, dei suoni riconoscibili tramite pallini colorati nei colori del blu, del rosso e del giallo. Come tutti i libri di Tullet, anche questo è un libro interattivo che coinvolge il bambino che diventa inconsapevolmente l’esecutore di una partitura colorata. In una grafica pulita ed essenziale il bambino si trova davanti al primo protagonista del libro, il suono – pallino di colore blu che deve semplicemente premere per emettere il suono “Oh” e ne deve regolare l’esecuzione, in varie sfumature dinamiche.

L’associazione visiva con le diverse dimensioni dei pallini, permetterà la regolazione dell’emissione e quindi del “piano” e del “forte”, dal più piccolo al più grande e viceversa, in una serie di sequenze ritmiche, in un crescendo e diminuendo che porteranno il bambino a sperimentare il piacere di scoprire le varie sfumature vocali e quindi musicali, attraverso semplici pallini colorati di varie dimensioni.
Sperimenterà anche quello che nel gergo musicale viene chiamato suono “legato” e “staccato” facilmente riconoscibili proprio dalla dinamica dei segni grafici e dall’andamento dei pallini.


Ad un certo punto viene introdotto un elemento differente ovvero il pallino rosso che produrrà il suono “Ah” e la partitura sia dal punto di vista visivo che dal punto di vista sonoro, si anima in un discorso musicale che diventa sempre più complesso con l’introduzione del colore giallo, ovvero il suono “UAU”.
L’intreccio musicale è tutto un rincorrersi di suoni e colori fino a quando l’autore mostra al bambino una ulteriore evoluzione ovvero la possibilità di emettere suoni differenti rispetto ad “Oh, Ah e Uau” con l’introduzione di colori secondari. Per cui come se fosse una sinfonia incompiuta, al bambino è affidato il desiderio e la volontà di continuare a comporre la melodia che diventerà la “sua” personale musica.

Pensate a come tutto questo possa passare dall’esperienza visiva all’esperienza sonora del bambino attraverso la riproduzione di semplici sequenze ritmiche proposte dall’albo, basta utilizzare strumenti che possiamo costruire insieme ai bambini dipingendoli nei colori dei suoni “Oh, Ah e Uau” oppure utilizzando le piastre colorate del metallofono se vogliamo associare a ciascun colore uno specifico suono e ancora, con la scoperta dei suoni proposti da Tullet, attraverso l’utilizzo dei tubi sonori colorati (Boomahackers). La sperimentazione del colore tradotto in suono può partire da qui: io stessa ho proposto questo tipo di laboratori ai bambini dell’infanzia, ma questa è una delle tante attività propedeutiche alla musica che si possono proporre anche in primaria senza necessariamente possedere specifiche competenze musicali.

In questo caso sono i colori a “comandare” e a definire il suono e la sua dinamica e i bambini si divertiranno tantissimo a inventare nuove combinazioni!

I giochi di voce proposti da Tullet possono essere utilizzati come attività “rompi ghiaccio” in fase di accoglienza e aiutare anche il bambino più timido a inserirsi in un gioco fatto di colori, suoni e vocalità. E se utilizzassimo anche il corpo? A quale parte del corpo ad esempio, associamo il suono “Oh” e a quale il suono “Ah”? Le “variazioni sul tema” sono tante...eppure siamo partiti da un semplice albo illustrato per bambini! Partendo da questo presupposto, potremmo suonare un’opera d’arte? Potremmo suonare un quadro di Mondrian ad esempio? Lo scopriremo nella seconda parte di questo laboratorio! Buona Musica…in Arte!
Buona Musica…in Arte!
di Bruna Caggiano, insegnante, musicista e artelierista.
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